Arco Reale

 L’Arco Reale

“.....e Demetra rivelò i Misteri Solenni

e Venerandi che in nessun modo

è lecito profanare, indagare o palesare

poiché la profonda reverenza frena la voce.

Felice, tra gli uomini che vivono sulla terra,

colui che è stato ammesso al rito”

( Inno a Demetra, 476 ss.)

L’Ordine del Santo Arco Reale di Gerusalemme è il completamento del Grado di Maestro Libero Muratore. I primi documenti ufficiali che testimoniano come le Cerimonie dell’ Arco Reale, nella loro attuale forma e completezza,  fossero praticate dai Massoni Inglesi, Scozzesi ed Irlandesi risalgono al marzo del 1752; tuttavia alcuni autorevoli studiosi ritengono che le origini dell’Arco Reale siano da riferirsi ad un periodo compreso tra il 1725, anno di introduzione del Terzo Grado, ed il 1730.

Altri, come Mackey, Count Goblet d’Alviella, e Tucket, sostengono che diversi documenti dimostrano come molti Massoni e molte Logge fossero a conoscenza, molto prima del 1717, degli elementi rituali che in seguito confluirono nell’Arco Reale; la leggenda del Terzo Grado e quella della Cripta, su cui è incentrata la ritualità dell’Arco Reale, sarebbero state rispettivamente la prima e la seconda parte di un’ unico ed antico Rituale.

L’Arco Reale fu certamente, insieme alla “ de-cristianizzazione” dei Rituali operata dal Reverendo Anderson e ad alcune innovazioni, uno dei principali motivi di dissenso tra la Gran Loggia degli “Antichi” e quella dei “Moderni”: la prima, fortemente sostenuta ed incoraggiata dalla Massoneria Scozzese e da quella Irlandese, lo praticava ufficialmente ed in larga misura, la seconda lo contrastava nella teoria ma lo praticava anch’essa sia pure in forma ufficiosa.

Lawrence Dermott, Gran Segretario della Gran Loggia degli Antichi, nell’ “Ahiman Rezon” del 1756 definisce l’Arco Reale come “ la radice, il cuore ed il midollo della Libera Muratoria”.

L’Atto di Unione firmato dalle due Grandi Logge nel dicembre del 1813 così recita: “E’ dichiarato e stabilito che la Pura ed Antica Massoneria consiste in tre gradi e non più, e cioè quelli di Apprendista Ammesso, Compagno di Mestiere e Maestro Libero Muratore ivi compreso l’Ordine del Santo Arco Reale”. 

In virtù di tale dichiarazione l’Arco Reale costituisce parte integrante della Libera Muratoria e, pertanto, il Gran Maestro della Gran Loggia è anche il Primo Gran Principale del Supremo Gran Capitolo. I Fratelli dell’Arco Reale si chiamano Compagni e si riuniscono in Capitoli che prendono il numero ed il titolo distintivo dalle Logge sulle quali sono incardinati; ogni Capitolo è governato da tre Principali che, singolarmente e congiuntamente, svolgono un ruolo simile a quello che nella Loggia è ricoperto dal Maestro Venerabile. Per quanto concerne l’essenza stessa dell’Arco Reale ed il suo portato rituale ed iniziatico, rimandando ed invitando per ragioni più che ovvie i Fratelli Maestri ad una esperienza personale, sarà qui sufficiente sottolineare che mentre nei tre gradi si assiste ad una progressiva evoluzione della forma e del contenuto rituale, nell’Arco Reale è evidente un deciso cambio di direzione e, mutuando e parafrasando le parole di un saggio ed autorevole Fratello, “un nuovo modo di vivere il rituale e, con esso, il più misterioso e sconosciuto dei riti, cioè la propria giusta esistenza su questa terra”.....così che mentre il Fratello va riflettendo nella profondità del proprio essere può accadere che Qualcuno sollevi il lino, e la Grande Risposta appaia nella Sua Maestà, nella Sua Possanza”.